Giovedì 19: MOSTRA DEI BAMBINI DI TEREZIN
Gennaio 8th, 2012Per non dimenticare il “Giorno della memoria”, all’interno del nostro Circolo verrà esposta la “Mostra storico-documentaristica di disegni e poesie dei bambini del campo di concentramento di Terezin” dal 19 al 28 GENNAIO nella “Sala Giovani”. Realizzata per gentile concessione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma, e dell’ANED Bologna.
I 90 pannelli della mostra raccolgono disegni e scritti dei bambini deportati.
Terezin fu il maggior campo di concentramento nazista in Cecoslovacchia. Vi furono deportate oltre 150.000 persone. Dei 15.000 bambini “ospiti” del campo, soltanto 100 sopravvissero. Degli altri, organizzati da una straordinaria figura di pedagoga/deportata, Friedi Dicher Irandeysova, ci resta questa memoria, scritta e disegnata, preziosa, che spazia dalla vita quotidiana del campo al desiderio di ritornare a casa.
All’inaugurazione che si terrà GIOVEDI’ 19 GENNAIO alle ore 10:00, interverranno il Presidente della Provincia VINCENZO BERNAZZOLI e il Presidente dell’Istituto Storico di Parma MARCO MINARDI.
Si tratta di una testimonianza molto importante di quanto avveniva nel ghetto, a sessanta chilometri da Praga, dove dal 1941 al 1945 furono confinati ben quindicimila bambini (di cui meno di cento i sopravvissuti), Le opere degli anonimi emuli di Anna Frank, d’età compresa tra i dieci e i quattordici anni, sono un’ottantina e illustrano sia i momenti di vita e di disperazione nel campo di concentramento che i ricordi della vita precedente e le speranze del ritorno a casa.
Fu il maggiore campo di concentramento nazista sul territorio della Cecoslovacchia. Costruito come transito per gli ebrei che dal Protettorato di Boemia e Moravia venivano deportati verso i campi di sterminio dei territori orientali, dalla sua nascita vi furono deportati 150.000 persone. La maggior parte trovò la morte nel ghetto stesso o negli altri campi nazisti. Non ci sono immagini forti, non ci sono cumuli di scheletri. Ma i disegni, come le poesie, hanno senza dubbio lo stesso effetto. Il campo di Terezin proprio perché di transito, è stato uno dei pochi che prevedeva uno spazio per i bambini. Stesse condizioni igieniche, stessa fame, stesse malattie. Proprio come gli adulti. Stessa Identica sofferenza. Sotto la loro guida, i bambini frequentarono lezioni e parteciparono a molte iniziative culturali. Tra gli animatori anche Dicker Brandejsovà, artista e progressista morta, proprio come la maggior parte dei bambini, nel campo di Auschwitz nell’autunno del ‘44.
I disegni come le poesie sono l’eccezionale risultato di un accenno di vita normale. Ne sono stati raccolti 4.000, e oggi sono tutti conservati presso il Museo Statale Ebraico di Praga. I loro autori sono, per lo più, bambini di età compresa tra i10 e i 14 anni.
Grosse camerate, porte chiuse, file per il pranzo. Ma anche ricordi. E quindi la loro casa, la loro famiglia, loro scuola. Toni spenti, pochissimi gli accenni di colore. Proprio come nelle poesie. Ne citiamo una: “Il giardino”. “E’ piccolo il giardino profumato di rose, è stretto il sentiero dove corre il bambino: un bambino grazioso come un bocciolo che si apre. Quando il bocciolo si aprirà il bambino non ci sarà”. A scriverla è stato Frantisck Bass, nato il 4/9/1930 e morto il 28/10/1944.






