ARCI GOLESE PER LA SCUOLA

Come in ogni anno scolastico, il nostro Circolo organizza iniziative didattiche che accompagnano gli studi dei ragazzi che frequentano le scuole Elementari e Medie. Tutto questo anche grazie alla collaborazione insieme all’AGESBA (Associazione dei genitori scuole di Baganzola).

EmozionARCI con l’arte

PROGETTO DIDATTICO CON LA SCUOLA MATERNA “ICILIO AGAZZI” DI BAGANZOLA.

EMOZIONARCI

Il progetto nasce dal desiderio di educare i bambini all’ arte, effettuando un percorso di scoperta di alcune opere d’arte dei grandi maestri del Novecento (Van Gogh, Chagall, Picasso, ecc) attraverso la conoscenza e la consapevolezza delle proprie emozioni. L’arte è un linguaggio universale, senza confini. L’arte racconta emozioni, sentimenti, vissuti. L’arte è un potenziale comunicativo capace di agire in forma forte e dinamica sul livello emotivo e sensoriale di ciascuno di noi. L’opera d’arte è un punto di partenza di un percorso didattico, dove gli elementi che la compongono si intrecciano con il quotidiano del bambino. I bambini, davanti ad un’opera d’arte, possono essere attratti da particolari e dettagli che colpendo il loro immaginario ne stimolano la creatività, fino a riprodurla con originalità utilizzando materiali e tecniche senza inibizioni. Questo porta a considerare l’arte come istinto, pura emozione, un contenitore inesauribile di storie e suggestioni su cui si possono costruire percorsi laboratoriali dove i bambini imparano ad utilizzare questo linguaggio universale, strumento di civiltà ed integrazione tra i popoli. Infatti un percorso sull’arte, stimola una conoscenza dell’altro e quindi la capacità di guardare oltre l’apparenza. È fondamentale, quindi, promuovere e sviluppare le potenzialità estetiche del bambino attraverso l’utilizzo di tecniche diverse: pittoriche, plastico-manipolative. “Giocare con l’arte? Ma capiranno? Così piccoli, capiranno cos’è l’arte? Capire cos’è l’arte è una preoccupazione dell’adulto. Capire come si fa a farla è invece un interesse autentico del bambino.” (Alberto Munari) “Un bambino creativo è un bambino felice” (Alberto Munari) L’espressione grafica è una delle prime forme di comunicazione del bambino, attraverso la quale egli manifesta i propri sentimenti, le emozioni e i conflitti, sviluppando nello stesso tempo le proprie abilità. L’uso del colore diventa man mano intenzionale. L’approccio ludico è fondamentale: giocando e pasticciando con i colori, il bambino trova un canale per mostrare la propria creatività, utilizzando tecniche e materiali multiformi. La finalità del progetto è di avvicinare i bambini al modo dell’arte, scoprire i suoi linguaggi e stimolarli ad avere un atteggiamento creativo rispetto ai materiali e all’uso del colore, superando gli schemi “stereotipati”. Incoraggiati ad esprimersi liberamente, gratificati nelle loro scelte e capacità, i bambini intraprendono il lungo percorso della costruzione della propria identità, della conquista dell’autonomia e di un pensiero positivo che valorizza la loro appartenenza al mondo che li circonda. Giocare con l’arte, quindi : il modo migliore per vivere l’esperienza creativa.
FINALITA’:
– Rafforzare la fiducia nelle proprie capacità espressive
– Sviluppare la creatività e lo spirito artistico
– Prendere consapevolezza delle proprie ed altrui emozioni e saperle comunicare con il linguaggio pittorico
– Suscitare interesse e curiosità
– Saper esprimere i propri sentimenti
– Collaborare con i compagni
OBIETTIVI:
– Sperimentare tecniche e modalità pittoriche di vario tipo
– Osservare, leggere ed interpretare un’immagine artistica o un’opera d’arte
– Cogliere la funzione espressiva di un’opera d’arte
– Esprimere sentimenti ed emozioni legati ad un’opera d’arte
– Potenziare le capacità artistiche
– Saper manipolare, pasticciare, sentire, toccare, gustare, odorare, trasformare con creatività i diversi materiali
– Effettuare scelte di colore e di tecniche idonee al soggetto da rappresentare
– Produrre immagini con materiali di vario tipo
– Favorire la crescita individuale attraverso la collaborazione e la condivisione di un’esperienza
– Progettare contesti fantastici funzionali a evidenziare emozioni di : amicizia, paura, rabbia e gioia.
– Riconoscere le espressioni del volto verbalizzando il significato della mimica delle emozioni
– Saper esprimere sentimenti, emozioni e stati d’animo attraverso il colore e la forma.
– Condividere un’esperienza reciproca importante sul piano affettivo ed emotivo.
– Sperimentare vari linguaggi espressivi.
– Sviluppare la creatività grafico-pittorica.
– Dare un significato al proprio prodotto grafico – pittorico
– Comprendere, tradurre e rielaborare messaggi in codici diversi.
– Sperimentare il piacere di entrare in relazione con i compagni.
METODOLOGIA:
Il progetto prevede un percorso di attività di scoperta, osservazione, analisi e rielaborazione di diverse opere d’arte. In particolare, in un’ottica che privilegi:
– Conoscere l’artista e le sue opere
– Leggere le opere d’arte
– Riprodurre in modo personale immagini d’arte
– Affinare la motricità fine
– Favorire relazioni di competenza tra bambini
– Cooperare per costruire insieme
TEMPI:

-Novembre, Dicembre, Gennaio e Febbraio.
MATERIALI:
– Poster di opere d’arte
– Macchina fotografica
– Colori: tempere, pennarelli, pastelli a cera, matite colorate
– Carta colorata, cartoncino, carta crespa e velina
– Materiale naturale di recupero
ATTIVITA’ PREVISTE:
– Visione di immagini ( fotografie, riproduzioni di quadri famosi …)
– Realizzazione di disegni utilizzando varie tecniche pittoriche.
– Verbalizzazione degli stati d’animo vissuti attraverso l’arte.

TI RIPORTO A CASA

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Come già fatto in precedenza per gli adulti, abbiamo presentato insieme all’autore Nicola Maestri, il libro “Ti riporto a casa”, anche agli studenti delle nostre Scuole Medie. Lo struggente racconto della nonna dello scrittore, trasportato nel romanzo, che racconta dell’uccisione del marito durante la Resistenza e l’occupazione nazifascista nei vicoli dell’Oltretorrente parmigiano.

PER NON DIMENTIC…ARCI

Uscita didattica alla Casa Cervi di Gattatico

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  Anche quest’anno, in occasione della ricorrenza del 25 Aprile, “Giornata della Liberazione” abbiamo voluto proporre il Progetto dedicato alla scoperta dei luoghi della memoria, offrendo, così, l’opportunità agli alunni delle classi terze di approfondire la conoscenza del periodo della resistenza nel nostro territorio, visitando il Museo dedicato ai sette fratelli Cervi. Pertanto il pulman che accompagnerà gli alunni di tutte le classi terze a Gattatico, il 14 Aprile è interamente offerto dal nostro circolo ed è nostra intenzione proporre tale iniziativa anche nei prossimi anni. Per sottolineare l’importanza di questa ricorrenza, vogliamo ricordare un pezzo del discorso di Piero Calamandrei che fece nel 1947 all’Assemblea Costituente: “Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere. Il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la resistenza e la morte, la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole; quello di tradurre in leggi chiare, stabili ed oneste il loro sogno: di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli”.

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Il Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia) è un’ampia struttura colonica che sorge sui Campi Rossi, un podere di circa 16 ettari collocato a pochi chilometri dalla via Emilia, a metà fra le città di Parma e Reggio Emilia. È un museo della Resistenza e della storia del movimento contadino, allestito nella casa dove i Cervi arrivarono nel 1934. L’idea di un museo della Resistenza e della storia del movimento contadino era già presente negli anni ’60 quando Alcide Cervi, padre dei sette fratelli fucilati dai fascisti per rappresaglia all’alba del 28 dicembre 1943, decideva di donare al Comune di Gattatico e alla Provincia di Reggio Emilia la raccolta dei ricordi e delle testimonianze del sacrificio dei suoi figli., che vede la fondazione dell’Istituto Alcide Cervi nel 1972. Per questo motivo viene ad essere un luogo molto importante, punto di riferimento per i luoghi della memoria. La visita a Casa Cervi rappresenta quindi una possibilità di studio, di conoscenza e riflessione; la molteplicità di suggestioni che fanno di questo luogo un centro dinamico e aperto consente ai giovani e agli studenti di lavorare attivamente sulle questioni che attraversano l’attualità e la storia contemporanea.

SOGNANDO CON GLI OCCHI DI MIRO’

Proposta di progetto didattico con la scuola dell’infanzia “Icilio Agazzi”.

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“Lo spettacolo del cielo mi sopraffà. Sono sopraffatto quando vedo la luna crescente o il sole in un cielo immenso. Nei miei quadri si ritrovano spesso forme minuscole in vasti spazi vuoti. Spazi vuoti, orizzonti vuoti, pianure vuote: ogni cosa che è stata spogliata fino a che fosse del tutto nuda mi ha sempre procurato una forte impressione. Ho sempre bisogno di un punto di partenza, sia esso una macchia di polvere o uno squarcio di luce. Questa forma fa nascere una serie di cose, una ti conduce verso un’altra. Un pezzo di filo può dare inizio a un mondo. Trovo i miei titoli man mano che lavoro, allo stesso modo in cui sulle mie tele una cosa porta a un’altra”. JOAN MIRO’ in XX Siècle, n° 1, 1959
 

Il Progetto nasce dal voler avvicinare i bambini ad una conoscenza attiva del mondo delle immagini, per evitare di incorrere in stereotipi e saper osservare la realtà in modo non superficiale. Attività grafiche e pittoriche forniscono una chiave per esprimere potenzialità, emozioni, idee, l’incontro dei bambini con l’arte può fornire loro gli strumenti adeguati per combattere l’inquinamento visivo da cui sono circondati, creando una vera e propria alfabetizzazione estetica. Lo sfondo che articolerà il progetto sarà il testo Con gli occhi di Mirò di Paola Franceschini, che rappresenta un viaggio nel mondo di Mirò attraverso le sue opere. In particolare accostarsi ad un artista come Mirò, così vicino all’immaginario infantile ed ai suoi canoni estetici crea una corsia preferenziale per intraprendere un percorso verso il gusto del bello, quello che fa nascere un’opera d’arte da un’emozione. Emozione che può scaturire anche da una cosa insignificante come un filo o una goccia o una macchia, ma che scatta ogni volta si cerchi di sperimentare. Egli teneva sempre ben presente nel suo animo, il fanciullo interiore che era in lui:”fino a 90 anni non ha mai smesso di restare incantato davanti ad uno spicchio di luna, alla luce del sole, al bagliore delle fabbriche, al mondo visto da un aeroplano (citazione dal libro “con gli occhi di Mirò” di Paola Franceschini, Ed. Artebambini 2008). L’arte è un linguaggio universale, senza confini. L’arte racconta emozioni, sentimenti, è un potenziale comunicativo capace di agire in forma forte e dinamica sul livello emotivo e sensoriale di ciascuno di noi. L’opera d’arte è un punto di partenza di un percorso didattico, dove gli elementi che la compongono si intrecciano con il quotidiano del bambino. Non a caso nei primi di vita il bambino si esprime moltissimo attraverso il disegno, ed è attraverso questo mezzo espressivo che cerca di comprendere l’ambiente reale che lo circonda. I bambini, davanti ad un’opera d’arte, possono essere attratti da particolari e dettagli che colpendo il loro immaginario ne stimolano la creatività, fino a riprodurla con originalità utilizzando materiali e tecniche senza inibizioni. Questo porta a considerare l’arte come istinto, pura emozione, un contenitore inesauribile di storie e suggestioni su cui si possono costruire percorsi dove si impara ad utilizzare questo linguaggio universale, strumento di civiltà ed integrazione tra i popoli. Con gli occhi di Mirò racconta il viaggio di Ernesto verso l’altro. Attraverso il suo percorso di scoperta si prenderà in esame le caratteristiche, le attitudini, gli spunti geniali, gli stati d’animo che hanno determinato la realizzazione delle opere da parte del pittore. Nel viaggio che Ernesto intraprende per conoscere l’artista, incontrerà gli amici di Mirò che racconteranno di lui e della sua pittura, sottolineando il tempo che passa. La narrazione ci permetterà di individuare alcune parole-chiave da approfondire nel nostro lavoro. Tutto parte e partirà da una macchia, poiché è proprio così che Mirò sviluppava il proprio progetto artistico trasformando la macchia in un’opera d’arte. Materiali: ogni tipo di materiale utile per manipolare, costruire, disegnare e dipingere: tele, computer ed altri mezzi audiovisivi. Obiettivi Il progetto nasce dal desiderio di educare sin da piccoli all’arte, effettuando un percorso che porti all’arricchimento ed alla crescita personale, traendo emozioni e sensazioni, metta in rapporto i bambini con l’arte, li abitui a sperimentare processi creativi, diffonda la conoscenza artistica ed estetica. Alla conclusione del Progetto verrà allestita una mostra con le opere e gli elaborati dei bambini. – conoscere l’arte: saper osservare per conoscere, si osserva per immaginare; – fare per conoscere: sviluppando la capacità critica ed il giudizio personale e creativo in piena libertà espressiva; – sperimentare ed incontrare diverse forme di espressione artistica per scoprire il mondo circostante, affinare la propria percezione, percepire forme e colori e imparare a rappresentare la realtà; – apprendere ad interagire con gli altri per giungere progressivamente allo scambio, alla reciprocità, al dialogo; o rintracciare significati nel testo per prendere coscienza della propria identità e di quella degli altri il che presuppone ascolto, comprensione, valutazione, confronto; – condividere con gli altri il piacere di esplorare, valutare opere, confrontare; – sperimentare tecniche grafico-pittoriche utilizzando materiale convenzionale e non – esercitare la manualità nel disegno – sviluppare le capacità percettive -operare con opere d’arte per interpretarle e comprenderle – sviluppare creatività e confronto esperienza 1 DALLA MACCHIA ALLA REALIZZAZIONE I piccoli artisti prenderanno spunto dalla prima pagina del libro ed avranno la possibilità di riflettere sul quesito posto dal testo per poi arrivare ad una produzione personale ed unica a cui attribuiranno significato e titolo. esperienza 2 IO NELLA MIA STELLA DEL MATTINO Il viaggio di Ernesto prosegue e lui si imbatte in quest’opera. I bambini si interrogheranno su quando si può vedere la stella del mattino per arrivare a considerazioni sul giorno e sulla notte, sul tempo che passa. La loro fantasia insieme all’intensa creatività porterà loro a dipingere la loro stella del mattino dopo aver osservato l’opera, discusso sui particolari individuabili e non e dedotto conclusioni significative. esperienza 3 LE MIE RADICI Riprende il viaggio, un viaggio fatto di scoperta e di conoscenza. La voglia di sapere, la curiosità spinge Ernesto verso un percorso che tende alla consapevolezza, alla conoscenza di quelle che sono le radici dell’artista. E radici sarà appunto la prima parola-chiave presa dal testo: i bambini avranno modo di ragionare sulle proprie radici, intese come famiglia e territorio di appartenenza. esperienza 4 IL PAESAGGIO Raccontando Artigas parla dei talenti dell’amico, di quello che amava, della sua curiosità che lo spingeva verso nuove scoperte. Da qui “Il paesaggio”, dipinto da leggere, interpretare, che ci conduce alla seconda parola chiave rintracciabile nel testo e nella realtà: scoperta (altra parola-chiave. Si lavorerà sulla riproduzione di un paesaggio reale o immaginario. esperienza 5 DALLA POESIA A “IL BAGNANTE“ E “L’ALA DELL’ALLODOLA” A Parigi, racconta Paul, Mirò incontra la poesia (altra parola-chiave) che è quella che può trasmettere il mare, una barca che si muove sulle onde, un bagnante che si gode il piacere di nuotare, e che fa “ . . . intrecciare la realtà con il sogno, la poesia con la pittura, i colori con la musica . . . “. L’analisi di queste due opere ci fornirà lo spunto per valutare l’umore dell’artista considerando le tonalità utilizzate, i toni predominanti. esperienza 6 “TESTA DI DONNA” Il sogno si interrompe. In un periodo carico di forte tensione emotiva a causa delle guerre, i personaggi si trasformano in mostri (parola-chiave: paure) e nacque così “Testa di donna”: l’interpretazione di quest’opera consentirà a ciascun bambino individualmente e nel gruppo di valutare posizioni, colori, particolarità, stati d’animo. esperienza 7 “IL CANTO DELL’USIGNOLO A MEZZANOTTE E LA PIOGGIA MATTUTINA” Ma poi la musica (parola-chiave) e le stelle gli dettero un’energia nuova con la consapevolezza che con la pittura poteva cambiare le cose e nacque così la serie delle costellazioni di cui “Il canto dell’usignolo a mezzanotte e la pioggia mattutina” fa parte. Titolo, opera, forme e colori daranno vita a nuove interpretazioni e creazioni. Inoltre il susseguirsi ed intrecciarsi di linee e punti potranno creare anche improvvisazioni musicali dando vita ad una circolarità dell’arte nelle sue varie espressioni: pittorica, poetica e musicale. esperienza 8 “AUTORITRATTO” : DA MIRO’ A ME Paul rimanda a Pilar il proseguo del racconto. Partendo dalla descrizione dei suoi occhi Pilar anticipa l’autoritratto e descrive quanto era dentro di lui. Partendo dall’autoritratto di Mirò ciascun bambino cercherà di creare un proprio ritratto. esperienza 9 “L’OROLOGIO DELLE EMOZIONI” Anche noi, come Mirò, creeremo il nostro orologio e sarà uno strumento utile per descrivere e comunicare il nostro umore, le nostre paure, oppure la nostra giornata. esperienza 10 VI RACCONTO MIRO’, VI RACCONTO UN AMICO Ernesto comunica all’ultimo amico: « . . . sono arrivato fin qui grazie ad una macchia . . . » E noi? Da dove siamo partiti e, soprattutto, dove siamo arrivati? Comprendere se stessi per intraprendere un viaggio verso gli altri: la descrizione di un amico prescelto, utilizzando il “linguaggio Mirò”, concluderà l’intero progetto. Al termine del progetto verrà allestita una mostra con le opere e gli elaborati degli alunni, con la possibilità di poter concludere il tutto con la realizzazione di un murales nella parete esterna nel giardino, proprio con un’opera di Mirò per sottolineare l’importanza dell’arte nel mondo dei bambini, arte intesa come libero confronto tra culture e libera espressività. Il lavoro partirà dalla lettura del testo, dalla conoscenza dei personaggi che narrano la storia, sarà possibile anche ricreare i personaggi, con stoffa, cartone oppure con la creta. Altri spunti sui quali poter lavorare: le costellazioni, la poesia, tessitura, ecc.

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